Pillole di sudore, con la Family Hakuryu

Pillole di sudore, con la Family Hakuryu

Pillole di sudore, con la Family Hakuryu

In un mondo che ti chiede anche il resto, dopo aver pagato caramente. In un mondo che pretende il tuo impegno ma poi i meriti se li prendono gli altri. In un mondo che le colpe le fa scaricare perché assumersi responsabilità non è ancora un’app scaricabile. Ecco, in un mondo così, il minimo che si possa fare è impegnarsi per migliorarlo. Punto. Come? Bella domanda!

E’ Venerdì. Faccio la borsa. Deciso. Palestra.

Durante il viaggio da casa a Lenno rifletto a musica alta su tutto e niente. La spesa da fare, i bambini che crescono, io che invecchio, il lavoro, l’autunno, il traffico, la pioggia. Insomma: un casino. Ho la testa piena. Devo allenarmi. Ho bisogno di fare ordine.

Arrivo in palestra. Saluto i miei compagni. Subito abbracci, pacche vigorose sulle spalle e qualche (solita) cavolata di Nicolò aiutano il mio karategi a legare ben stretta la mia anima alla cintura. Mi abbraccia il BertoLino (papa’ di Lorenzo). Ci eravamo lasciati con un: inizio anch’io. Lo vedo in karategi con la sua cintura. Sono fiero di lui. Mi dice è dura. Gli rispondo: sei duro.

Siamo pronti. Inchino. Oss!

Iniziamo a scaldarci, poi a strecciare, poi a potenziare con esercizi che solo chi è un animale sportivo può pensare. Un bel circuito naturale: rana salterina, coccodrillo innamorato ed infine una bella ranacoccoscimmiata! Dieci per quattro con pause da dieci secondi per ogni serie. Credo che su di me l’effetto animale abbia avuto un effetto inversamente proporzionale: dopo la rana, infatti, mi sentivo un bradipo, dopo il coccodrillo una tartaruga e dopo la ranacoccoscimmiata una biscia ubriaca. La bella notizia, tuttavia, è che che abbiamo solo scaldato i motori.

Esercizi di Tecnica. Pier dice una cosa che andrebbe tatuata su tutte le spalle degli allenatori: “senza tecnica non c’è gesto atletico. Se non alleniamo bene la tecnica di base il gesto motorio si registra erroneamente”. Questo vuol dire che i “fondamentali di ogni tecnica” sono le basi. Le fondamenta. Questo vuol dire che è la tecnica il segreto. Più studio (e comprendo) la tecnica più sono sicuro. Più sono sicuro più attacco. Più attacco, più ho probabilità di vincere. Più ho probabilità di vincere e più rischio. Più rischio e più cresco.

Tecnica di base, prima lenta come studio ed ascolto del proprio corpo. Poi veloce come consapevolezza di se e del proprio movimento. Poi esplosiva come risposta interiore alla mia crescita.

Ci dividiamo in due gruppi. Kumite con Pier. KATA con il Maestro Pompeo.

Opto per l’ascolto del mio corpo, il controllo del mio respiro, la padronanza del mio sudore, il ritmo del mio cuore e la forza del mio animo. In una parola: KATA.

Ascolto le parole del Maestro. Le faccio mie. Comprendo dalle sue parole che la fiducia allievo maestro è il motore immobile. Le sue parole ferme muovo il mio cuore! Dopo ogni sua parola sarei disposto a sfidare il fuoco.

Affondo ogni colpo, ogni tecnica pensando al mio fuoco. Alle fiamme che sgorgano dalla mia fronte. Esplodo in kiai. Poi mi inchino e lo ringrazio.

Ho combattuto con i miei mostri. Ho rischiato. Ho vinto.

Sono distrutto.

In riga. Saluto. Oss!

Abbraccio i miei compagni. Abbraccio Pier ed il Maestro. Abbraccio il mio sudore con l’asciugamano.

Accendo la macchina e riparto. Metto un cd a basso volume e lascio con ogni pensiero ritorni al proprio posto. Rifletto sul concetto di ESEMPIO. Mi viene in mente il sudore e la fatica. Mi viene in mente BertoLino (papa’ di Lorenzo) ed il suo coraggio nello scegliere il Karate come nuova strada. Mi vengono in mente i miei compagni di viaggio. Sudati, scarichi, sempre presenti, in marcia. Mi vengono in mente il Maestro e Pier e la loro passione infinita. Mi torna in mente la bella domanda del Come? Iniziale.

Ed una risposta. L’esempio e la passione.

Ultimo semaforo. Apro il cancello. Entro a casa. Apro la porta.

Mi aspettano i miei figli. Ho voglia di raccontargli una storia fatta di sudore, passione e sorrisi autentici. Ho voglia di raccontargli una via, quella del Karate, come umile tentativo per migliorarci prima e migliorare il resto, poi.

Oss!

Flavio Saturno.

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